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Commercialisti: “Superbonus al 110%” fino al 2024

Proroga superbonus 110 fino al 2024

Proroga superbonus 110 fino al 2024

Il CNDCEC chiede una proroga dell’agevolazione e la definizione di un testo unico in materia di detrazioni edilizie

Prorogare almeno fino al 31 dicembre 2024 il termina finale entro cui poter beneficiare del superbonus al 110% sugli interventi di tipo edilizio. A richiederlo è il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, intervenuto ieri in audizione presso la Commissione bicamerale di vigilanza sull’Anagrafe tributaria.

“Anche al netto delle tragiche vicissitudini derivanti dalla pandemia in corso – ha spiegato Maurizio Postal. consigliere del CNDCEC -, che stanno complicando e limitando significativamente l’operatività decisionale, progettuale ed esecutiva di individui, condomini e imprese, per questi primi mesi di operatività della nuova agevolazione, è del tutto evidente che proprio le grandi potenzialità e il grande interesse suscitato dalla medesima rendono del tutto irrealistica una sua adeguata utilizzazione nel ristretto arco temporale che va fino al prossimo 31 dicembre 2021″.

Tale proroga potrebbe essere disposta utilizzando delle sovvenzioni a fondo perduto del Recovery Fund, come peraltro già anticipato da alcuni membri del Governo. I commercialisti prendono atto “con soddisfazione” di questa possibilità e ribadiscono che un provvedimento del genere deve essere considerato “una priorità da inserire, se non nella prossima legge di bilancio, nel primo provvedimento utile del 2021″.

Allo stesso tempo, ha aggiunto Postal in audizione, “la medesima proroga dovrà interessare anche la disciplina dell’art. 121 del decreto Rilancio, concerne le opzioni per lo sconto sul corrispettivo e la cessione del credito di imposta corrispondente alla detrazione, stante alla sua imprescindibilità per garantire quel cambio di passo nel rinnovamento del patrimonio immobiliare italiano dal punto di vista energetico e antisismico”.

Servirà per anche un riordino complessivo di tutta la disciplina attinente alle agevolazioni edilizie, che ogni anno pesano sul bilancio dello Stato per circa dieci miliardi di euro. “Le norme attuali – ha sottolineato il Consigliere del CNDCEC – derivano da una stratificazione non ordinata di interventi dove i più vecchi ancora vigenti risalgono ai primi anni 2000 e costituiscono ormai una matassa quasi inestricabile anche per i migliori esperti.

Non è possibile non dedicare a questa materia, come minimo, una circolare annua specifica nella quale, oltre a fornire tutte le indicazioni di prassi, si cerchi anche si sistematizzare i profili disciplinari che sono comuni alle diverse agevolazioni, così da ridurre la complessità, reale e percepita, che discende invece da una loro trattazione disorganica e separata detrazione per detrazione”.

Si dovrebbe quantomeno predisporre un testo unico delle interpretazioni

I commercialisti, quindi, chiedono un “testo unico normativo”, ma, se questo non fosse possibile, in virtù della transitorietà di alcune norme, bisognerebbe quantomeno predisporre un “testo unico delle interpretazioni“.

“L’Agenzia delle Entrate – ha ricordato Postal – produce già ora utili <<Guide>> dedicate alle singole detrazioni edilizie, le quali, tuttavia, risultano molto spesso superate nel giro di poco tempo da ulteriori chiarimenti di prassi che vengono diramati nella forma di risposte a interpello presentate da contribuenti con riguardo a singole fattispecie di interesse generale”.

Anziché inserire i chiarimenti nella “maxi-circolare” con cui ogni anno l’Agenzia delle Entrate aggiorna le proprie istruzioni con riguardo alla generalità delle deduzioni e detrazioni che possono essere indicate nel quadro RP della dichiarazione dei redditi delle persone fisiche, serve un intervento specifico, in grado di andare incontro alle esigenze di chiarezza e semplificazione di contribuenti e operatori.

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