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Novità in materia di lavoro del c.d. “decreto dignità” parte 2 di 3

Il DL 87/2018 “Decreto Dignità” è entrato in vigore il 14.7.2018, mentre la L. 96/2018 è entrata in vigore il 12.8.2018.

Di seguito si riepilogano le novità contenute nel DL 87/2018 convertito in materia di lavoro.

NOVITA’ IN MATERIA DI LAVORO

Di seguito si riepilogano le novità in materia di lavoro, contenute nel DL 12.7.2018 n. 87 (c.d. “decreto dignità”), come modificato in sede di conversione nella L. 9.8.2018 n. 96.

In particolare, in questa circolare vengono analizzati gli aspetti riguardanti:

  • lo sgravio contributivo per l’occupazione giovanile stabile;
  • l’aumento degli indennizzi minimi e massimi che devono essere riconosciuti al lavoratore licenziato qualora non ricorrano gli estremi della giusta causa o del giustificato motivo.

Sgravio contributivo per l’occupazione giovanile stabile

Con la finalità di favorire l’occupazione giovanile stabile, l’art. 1-bis del DL 12.7.2018 n. 87, prevede la concessione di uno sgravio contributivo per i datori di lavoro del settore privato che nel corso del biennio 2019-2020 assumono lavoratori:

  • che non hanno compiuto 35 anni di età;
  • ai quali si applicano le disposizioni in materia di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a tutele crescenti, di cui al DLgs. 4.3.2015 n. 23.

Durata e limiti dell’agevolazione

Lo sgravio contributivo:

  • viene riconosciuto per un periodo massimo di 36 mesi;
  • consiste nell’esonero dal versamento del 50% dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, nel limite massimo di 3.000,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile.

Inoltre, per quanto concerne i requisiti dei lavoratori per i quali scatta la possibilità di accesso allo sgravio, oltre al predetto limite del 35° anno di età, è necessario che il neoassunto non sia stato occupato a tempo indeterminato con il medesimo o con altro datore di lavoro.

Non ostano al riconoscimento dell’esonero gli eventuali periodi di apprendistato svolti presso un altro datore di lavoro e non proseguiti in rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

Indennità in caso di licenziamento ingiustificato

Con il Decreto dignità viene disposto l’aumento della misura minima e massima dell’indennità che deve essere riconosciuta al lavoratore qualora non ricorrano gli estremi della giusta causa o del giustificato motivo (oggettivo o soggettivo) del licenziamento:

  • il limite minimo è aumentato da 4 a 6 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR;
  • quello massimo è aumentato da 24 a 36 mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del TFR.

Ambito di applicazione

La novità riguarda i contratti di lavoro del settore privato a tempo indeterminato a tutele crescenti stipulati da imprese che raggiungano i requisiti dimensionali di cui all’art. 18 co. 8 e 9 della L. 300/70 (datori di lavoro che occupano più di 15 dipendenti, nell’unità produttiva o nel comune, o 60 sul ter­ritorio nazionale).

In virtù della modifica, per le piccole aziende il risarcimento minimo – nel contratto di lavoro a tutele crescenti – è aumentato a 3 mensilità (invece delle originarie 2), mentre resta invariato il massimo (6 mensilità).

Novità in materia di lavoro del c.d. “decreto dignità” parte 3 di 3

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