// NEWS

Modifiche sui termini degli adempimenti per la CIG

Attese modifiche legislative sui termini degli adempimenti per la CIG - Cassa integrazione - COVID-19

Modifiche legislative sui termini adempimenti CIG COVID-19

Sospeso il termine del 30 settembre ex art. 1 comma 10 del DL 104/2020 in attesa che l’annunciato intervento preveda lo slittamento al 31 ottobre

Il 30 settembre, l’INPS ha emanato la circolare n. 115/2020, dedicata al nuovo regime delle integrazioni salariali per COVID-19 introdotte con il DL 104/2020 (decreto “Agosto”). Il citato decreto prevede la possibilità di accedere agli ammortizzatori sociali emergenziali in due nuovi gruppi, di 9 settimane ciascuno, per il periodo che va dal 13 luglio al 31 dicembre 2020. La circolare interviene, tra l’altro, in modo significativo, in accordo con il Ministero vigilante, sullo slittamento dei termini in scadenza al 30 settembre.

Come si ricorderà, infatti, il DL “Agosto” conferma la nuova disciplina dei termini decadenziali relativi alla presentazione delle domande di accesso agli ammortizzatori, così come dei modelli “SR41” in caso di pagamento diretto delle prestazioni da parte dell’Istituto previdenziale; disciplina inizialmente introdotta con il DL 52/2020, poi decaduto, i cui contenuti sono stati però “assorbiti” dal DL 34/2020, in fase di conversione dello stesso e, in definitiva, trasposti all’interno del DL 18/2020 (Cura Italia), che regola gli interventi negli artt. da 19 a 22-quinquies.

Tuttavia, il rapido susseguirsi di tali interventi ha già più volte reso necessaria l’adozione di disposizioni intertemporali allo scopo di facilitare gli operatori in fase di prima applicazione delle norme. Alcuni termini hanno anche subito slittamenti per via amministrativa, onde consentire all’Istituto previdenziale di adeguare la propria struttura informatica.

I termini ordinari, fissati a pena di decadenza e confermati dal DL “Agosto”, riguardano in primo luogo la presentazione delle domande, che deve avvenire entro la fine del mese successivo a quello in cui hanno avuto inizio le sospensioni o riduzioni di orario.
Qualora sia richiesto il pagamento diretto con anticipo del 40% delle prestazioni da parte dell’INPS, il termine di presentazione della domanda è ridotto a 15 giorni. Sempre nei casi di pagamento diretto delle prestazioni da parte dell’INPS, i datori di lavoro devono inviare i dati necessari al pagamento o al saldo delle prestazioni (modello “SR41”), entro la fine del mese successivo a quello di riferimento o, qualora l’autorizzazione da parte dell’INPS giunga successivamente a tale termine, entro 30 giorni dal ricevimento dell’autorizzazione medesima.

L’art. 1 comma 9 del DL 104/2020 dispone che i termini ordinariamente in scadenza entro il 31 luglio (compresi quelli differiti in via amministrativa sopra ricordati), siano prorogati al 31 agosto 2020. Essendo poi il DL 104/2020 entrato in vigore il 15 agosto scorso, l’art. 1 comma 6 dispone che, in fase di prima applicazione, i termini per l’invio dei modelli “SR41” siano fissati al 14 settembre 2020 (30 giorni successivi all’entrata in vigore del decreto stesso), qualora tale data sia successiva alla scadenza individuata con i criteri ordinari sopra sintetizzati.

Per parte sua, il comma 10 dello stesso art. 1 prevede che i termini (sia per la presentazione delle domande, sia per l’invio del modelli “SR41”) che scadrebbero tra il 1° e il 31 agosto, slittino al 30 settembre. Tali disposizioni hanno suscitato non pochi malumori tra gli operatori del settore, che le hanno giudicate insufficienti, anche perché emanate nel periodo delle ferie estive. Così, la circolare n. 115/2020 preannuncia future modifiche legislative in materia, d’accordo con il Ministero del Lavoro, dichiarando sospeso il termine del 30 settembre di cui sopra, in attesa che le annunciate modifiche (che presumibilmente dovrebbero essere introdotte in sede di conversione del DL “Agosto”, da oggi nel calendario dell’Aula del Senato), prevedano un ulteriore slittamento al 31 ottobre.

In questo quadro, inoltre, la circolare fornisce anche un’indicazione interpretativa della reale portata della disposizione dettata dall’art. 1 comma 6 per l’invio dei modelli m”SR41″, rilevando come in determinati casi il maggior termine ivi indicato (al massimo il 14 settembre), si ponga in realtà in contrasto con l’ancora più ampio termine dello stesso comma 10 (30 settembre), concludendo che anche in tali casi si dovrà applicare quest’ultimo.

Di conseguenza, le annunciate modifiche dovrebbero “trascinare” al 31 ottobre anche le scadenze di invio dei modelli “SR41” relativi al mese di luglio, o relativi ad autorizzazioni giunte nello stesso mede di luglio, in quanto scadenti ordinariamente il 31 agosto ma slittate al 30 settembre per effetto del comma 10, che appunto si prevede sarà modificato nel senso appena descritto.

Allo stato attuale, non sembra invece possibile che lo slittamento derivante dalla imminente modifica legislativa, così come annunciata dalla circ. 115/2020, possa riguardare gli adempimenti ordinariamente in scadenza il 31 luglio, ossia quelli relativi alle domande per sospensioni o riduzioni di orario iniziate in giugno, ai modelli “SR41” riferiti allo stesso mese di giugno o a mesi precedenti, a seguito di provvedimenti di concessione rilasciati nello stesso mese di giugno.

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner acconsenti al loro impiego in conformita' alla Cookies policy