// NEWS

Ecobonus e Superbonus con stufe e caminetti

Ecobonus e Superbonus con stufe e caminetti

Ecobonus e Superbonus con stufe e caminetti

Deve trattarsi di impianti fissi, la cui somma delle potenze nominali al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW

Nel caso in cui l’edificio abbia come impianto di riscaldamento stufe, caminetti o apparecchi di riscaldamento localizzato a energia radiante, può considerarsi sicuramente dotato di impianto di riscaldamento, ai fini della possibilità di fruire dell’ecobonus e del superbonus per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati su di esso, se questi impianti sono fissi e la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW. Se invece apparecchi sono mobili, è altrettanto pacifico che l’immobile non può considerarsi dotato di impianto di riscaldamento, ai fini della possibilità di fruire dell’ecobonus e del superbonus per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati su di esso.

Dubbia è invece la conclusione cui pervenire nel caso di apparecchi fissi, la cui somma delle potenze nominali al servizio della singola unità immobiliare è però inferiore a 5 kW.
Su questi aspetti sarebbero ovviamente opportuni dei chiarimenti ufficiali da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Per poter beneficiare dell’ecobonus e del superbonus per gli interventi di riqualificazione energetica è necessario che l’immobile oggetto degli interventi risulti dotato di un impianto di riscaldamento (con la sola eccezione, ricorda la circ. Agenzia Entrate 8 luglio 2020 n. 19, degli interventi di installazione dei collettori solari per la produzione di acqua calda, delle schermature solari e dei generatori alimentati a biomasse), che, nel caso di edifici collabenti, può anche essere non funzionante (ris. Agenzia Entrate 12 agosto 2009 n. 215).

Ciò che non è più pacifico, dopo le recenti modifiche apportate all’art. 2 del DLgs. 192/2005 dall’art. 3 del DLgs. 48/2020, è l’esatta definizione di impianto di riscaldamento che deve essere assunta.
Ancora in occasione della risposta a interpello 29 settembre 2020 n. 419, l’Agenzia delle Entrate ha parlato di “impianto di riscaldamento corrispondente alle caratteristiche tecniche previste dal decreto legislativo n. 311 del 2006″, del tutto dimenticata del fatto che questo riferimento normativo risulta ormai superato da quando la L. 90/2013, in sede di conversione in legge del DL 63/2013, ha abrogatoil punto 18 dell’Allegato A del DLgs. 192/2005 (che era stato sostituito integralmente dall’Allegato A del DLgs. 311/2006), trasferendo la definizione di “impianto termico” direttamente nel corpo dell’art.2 del DLgs. 192/2005, in corrispondenza della lett. l-tricies).

Fino a prima delle modifiche introdotte dal DLgs. 48/2020, la lettera l-tricies) forniva la seguente definizione di “impianto termico“: “impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento.

Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale e assimilate”.

La nuova formulazione in vigore della lett. l-tricies) recita però ora: “impianto tecnologico fisso destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, o destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore nonché gli organi di regolazione e controllo, eventualmente combinato con impianti di ventilazione. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale e assimilate”.

Dubbi per gli apparecchi fissi con somma delle potenze inferiore a 5 kW

Di qui il dubbio per stufe, caminetti e apparecchi localizzati a energia radiante fissi, ma di potenza inferiore a quella che risultava indicata dalla previgente formulazione della norma (prima sicuramente esclusi, ora, forse, da considerare ricompresi).
Un chiarimento esplicito sul punto da parte dell’Agenzia delle Entrate sarebbe di aiuto assai più del mero rinvio a un riferimento normativo peraltro superato dall’evoluzione normativa da ben sette anni.


Per questo argomento potrebbe interessarti anche la news “Ecobonus e Superbonus per impianto di riscaldamento

Per offrirti un'esperienza di navigazione ottimizzata e in linea con le tue preferenze, questo sito utilizza cookies, anche di terze parti. Chiudendo questo banner acconsenti al loro impiego in conformita' alla Cookies policy