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L’Agenzia delle Entrate-Riscossione non concede le dilazioni da COVID-19

Per alcuni uffici non si deve essere decaduti da dilazioni antecedenti alla domanda di rottamazione

Il DL “Rilancio”, il cui Ddl. di conversione è all’esame dell’Aula della Camera, fra le diverse misure di sospensione dei termini amministrativi è intervenuto anche con riguardo ai pagamenti derivanti dalla “pace fiscale”, compresi quelli inerenti la c.d. rottamazione-ter.

È previsto, con riguardo a tutte le rate in scadenza nel corso dell’anno 2020, la possibilità di perfezionare i pagamenti entro il 10 dicembre 2020, senza aggravio di interessi o sanzioni. Le rate prorogate al 10 dicembre non posono godere di ulteriori proroghe, non ritenendosi ulteriolmente applicabile il periodo di tolleranza di cinque giorni.

Per far fronte alla complessa situazione economico-finanziaria delle imprese, il DL “Rilancio” ha poi previsto un’ulteriore agevolazione. In particolare, è ora consentito, ai contribuenti che erano decaduti dalla rottamazione-ter al 31 dicembre 2019, di vedersi accordate nuove dilazioni di pagamento.

Ora, invece, i contribuenti decaduti al 31 dicembre 2019 (perché, ad esempio, non in regola con il versamento del 30 novembre) potranno ottenere nuovamente delle dilazioni di pagamento, consentendo un rientro dai debiti più tenue e maggiormente in linea con il difficile momento in cui le imprese sono costrette a operare.

Chiarito il quadro, sembra che la prassi applicativa di taluni uffici dell’Agenzia Entrate Riscossione si stia ponendo in contrasto con il dettato normativo.
Difatti, in alcuni casi, i contribuenti che avevano in corso una rottamazione-ter e che sono già decaduti al 31 dicembre 2019, si sono visti rifiutare la nuova dilazione, poiché i funzionari hanno ritenuto ostativo il fatto che il carico di ruolo fosse già stato soggetto – prima di essere “rottamato” – di una precedente dilazione già esaurita alla data di presentazione della nuova domanda.

In altri termini, secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione – AdER (o meglio di alcuni uffici), l’art. 154 del DL “Rilancio” si applicherebbe solo a piani di dilazione che, senza la domanda di rottamazione, sarebbero stati ancora in corso, mentre laddove il piano originario sarebbe (senza considerare la domanda di rottamazione) a oggi già scaduto, non ci sarebbe spazio per applicare la norma.
In pratica, sembrerebbe che l’AdER, più che accordare nuove dilazioni, ritenga che l’art. 154 del DL “Rilancio” si limiti a “riattivare” i precedenti piani.
Se questa fosse l’interpretazione ufficiale dell’AdER (e speriamo di no), sarebbe senz’altro errata.

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