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I sostituti d’imposta possono adeguarsi alla riforma dell’IRPEF entro aprile

Adeguamento sostituti alla riforma IRPEF

Adeguamento sostituti alla riforma IRPEF

Vengono chiarite anche le modifiche delle detrazioni per figli a carico a seguito dell’introduzione dell’assegno unico

Con la circolare n. 4 pubblicata il 18 febbraio, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito alle novità introdotte dall’art. 1 della L. 234/2021 (legge di bilancio 2022) in relazione alla determinazione dell’IRPEF. Tali novità riguardano, in particolare, la modifica delle aliquote e degli scaglioni d’imposta, la rimodulazione delle detrazioni d’imposta e le modifiche al “trattamento integrativo della retribuzione”.

Con riferimento all’ambito temporale di applicazione delle nuove disposizioni, in vigore dal 1° gennaio 2022, l’Agenzia chiarisce che, tenuto conto dei necessari adeguamenti informatici per la lavorazione delle buste paga e delle modifiche all’art. 12 del TUIR che saranno in vigore dal 1° marzo 2022, i sostituti d’imposta che non siano riusciti ad applicare tempestivamente le nuove regole, possono applicarle entro il mese di aprile 2022, provvedendo ad effettuare un conguaglio per i primi tre mesi dell’anno.

La circolare n. 4/2022 precisa che le ulteriori detrazioni di imposta previste per i contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati o di redditi di pensione (d’importo pari rispettivamente a 65 e 50 euro), spettanti ai contribuenti con determinate soglie di reddito complessivo, sono da intendersi quali correttivi in aumento e devono essere corrisposte per intero nel corso del 2022, senza parametrazione al periodo di lavoro o di pensione.

Il sostituto d’imposta alla fine dell’anno, ovvero al momento della cessazione del rapporto, deve ricalcolare la detrazione effettivamente spettante in relazione all’ammontare delle retribuzioni o dei trattamenti pensionistici complessivamente erogati nel periodo d’imposta.
L’Agenzia esplicita poi le corrette modalità di coordinamento tra la disciplina delle detrazioni d’imposta per figli a carico ex art. 12 del TUIR, e la nuova disciplina dell’assegno unico e universale per i figli, di cui al DLgs. 230/2021, in vigore dal 1° marzo 2022.

Fino al 28 febbraio 2022 restano in vigore le detrazioni per i figli minori di 21 anni e la detrazione d’imposta per famiglie numerose; dal 1° marzo sarà invece in vigore la nuova disciplina, come modificata dall’art. 10 del DLgs. 230/2021. I sostituti d’imposta dovranno pertanto computare le detrazioni applicando per i mesi di gennaio e febbraio la versione dell’art. 12 del TUIR vigente fino al 28 febbraio e, per il restante periodo dell’anno, dovranno applicare la nuova disciplina come modificata dall’art. 10 del DLgs. 230/2021.

La circolare n. 4/2022 precisa che, per quanto riguarda le detrazioni previste per famiglie numerose, è necessario effettuare il conguaglio di fine anno per i mesi di gennaio e febbraio: tali detrazioni spettano, infatti, anche se la condizione dell’esistenza di almeno quattro figli a carico si verifica nel corso del periodo d’imposta 2022, successivamente al 28 febbraio, e deve essere pertanto rapportata ai soli due mesi di vigenza. Le detrazioni per i figli con età superiore a 21 anni si applicheranno dal mese di compimento del 21° anno di età.

L’Agenzia analizza inoltre le modifiche al “trattamento integrativo della retribuzione”, in particolare la “clausola di salvaguardia” che è stata introdotta per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 15.000 ma non a 28.000 euro, la quale, al fine di tutelare situazioni di “incapienza”, consente di beneficiare del trattamento per un ammontare determinato in misura pari alla differenza:

  • tra la somma di determinate detrazioni d’imposta, cioè per familiari a carico, per redditi di lavoro dipendente e assimilati, per interessi su mutui contratti fino al 31 dicembre 2021 e per spese sostenute fino al 31 dicembre 2021 ma con rilevanza anche negli anni 2022 e successivi per effetto della prevista rateizzazione;
  • e l’IRPEF lorda.

Al riguardo, viene chiarito che:

  • l’imposta lorda va determinata secondo le regole ordinarie e non sui soli redditi da lavoro dipendente e assimilati;
  • il sostituto d’imposta è tenuto a verificare l’“incapienza” sulla base delle detrazioni di cui ha conoscenza, cioè quelle degli artt. 12 e 13 del TUIR, e ad effettuare un conguaglio di fine anno o di cessazione rapporto; l’eventuale conguaglio definitivo va effettuato in sede di dichiarazione dei redditi presentata dal lavoratore.

L’importo del trattamento integrativo spettante in base alla “clausola di salvaguardia” non può comunque essere superiore a 1.200 euro annui, come per i contribuenti con un reddito complessivo fino a 15.000 euro.
Per quanto riguarda l’adeguamento delle addizionali regionali e comunali ai nuovi scaglioni di reddito IRPEF, che deve avvenire entro il 31 marzo 2022, l’Agenzia chiarisce che, nel frattempo, i sostituti d’imposta devono applicare:

  • l’aliquota unica, se deliberata entro il 31 dicembre 2021;
  • ovvero l’aliquota di base, se entro il 31 dicembre 2021 sono state approvate le aliquote dell’addizionale secondo la precedente articolazione degli scaglioni IRPEF.

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